Season of the wind

Season of the wind

Season of the wind

Nel quadro Season of the wind Haengelik Svart rappresenta la stagione del vento in un panorama rarefatto dove l’instabilità emotiva e fisica è il messaggio principale. Nel vento oscillano le lunghe zampe del passerotto che si piegano da una parte all’altra.
Come in una trappola per l’anima il passerotto affoga i propri sensi in un’atmosfera surreale quasi come se fosse immerso in aria liquida. Inutilmente tenterà di spiccare il volo più e più volte, cercando di raggiungere i suoi sogni lontani che come rondini fuggono verso un paradiso ipotetico.
L’ambiente circostante sembra struggersi ad ogni tentativo di fuga, inevitabilmente lo sbattere d’ali si incolla alla proiezione emotiva del proprio subconscio che deforma l’ambiente reale. Inutile guardarsi attorno perché tutto è indefinito, quasi monocolore. In Season of the wind lo sguardo non ha appigli, come il passerotto non ha alcuna consolazione a cui aggrapparsi. A rendere ancora più solo ed impaurito il passerotto è il vento che con il suo alito impetuoso penetra la materia sino a ledere l’anima, sgretolando ed attanagliando i sogni remoti che il passerotto somatizza sull’ambiente circostante.
Sulla sommità della testa spicca una corona di spine che, come per il Cristo, simboleggia l’inevitabilità di una condanna. Più il passerotto tenterà di fuggire, più rimarrà invischiato in un mondo interiore fatto di paura e solitudine. L’unico spiraglio di beatitudine sono i colori tenui rosa e azzurro pastello che per qualche istante rapiscono lo sguardo dell’uccello, distraendolo dal logorio interiore. In Season of the wind alcune girandole imprigionano la fanciullezza del passerotto: sembrano vicine ma sono irraggiungibili perché il vento le spinge sempre più lontano. Forse è inutile rifugiarsi nei ricordi.

Recensione a cura di: Chiara Benvenuti